Verso il vending che parla ai Millennials

Secondo Confida, la distribuzione automatica ha un futuro ed è guidato dai giovani, assidui consumatori di unattended vending.

Young people in front of vending machine

I Millennials che guidano il vending

Secondo un'anticipazione di Confida dello studio di settore commissionato ad Accenture (2016), sono i Millennials (18-34 anni) che guidano l’evoluzione del vending. Sono infatti 25,3 milioni gli italiani che lo scorso anno hanno fatto acquisti ai distributori automatici e 5,2 milioni i consumatori abituali. Il 73,5% dei Millennials utilizza i distributori automatici, a fronte dei 54,8% dei baby boomers (gli over 50) e il 20% dei più anziani.

Il dato più interessante è che il 27% li utilizza quotidianamente, il 30% da una a tre volte alla settimana e un ulteriore 19% da una a tre volte al mese.

Italia, patria del vending

È innegabile che l’Italia sia il territorio chiave per la distribuzione automatica: quasi il 70% delle vending machine esistenti al mondo sono Made in Italy, ma è soprattutto la prima in Europa per macchinette installate, con oltre 800 mila in tutto il paese tra uffici, scuole e ospedali, contando sia luoghi privati che pubblici.

Secondo un’indagine Censis, commissionata dal Gruppo Nestlé, il vending trova terreno fertile anche grazie alle abitudini degli italiani: il 77% dei maggiorenni in Italia (39 milioni di persone) consuma abitualmente i pasti principali e le pause caffè fuori dalle mura domestiche in diversi momenti della giornata.

Pasti healthy e soluzioni tech

Assistiamo negli ultimi anni a un’evoluzione del vending per soddisfare i nuovi gusti dei giovani tramite due principali tematiche: i cibi salutari e l’innovazione tecnologica.

La recente iniziativa a livello europeo di regolarizzare la vendita di cibi e bibite non salutari all’interno delle scuole, o l’introduzione di prodotti veggie nella distribuzione automatica, confermano l’interesse sempre maggiore verso la tematica salutistica e il trend del veggie.

Oltre a soddisfare i gusti dei nuovi consumatori, è necessario adottare soluzioni tecnologiche per adeguare l'esperienza utente alle abitudini di questi. Come sappiamo da una recente ricerca Nielsen, i Millennials trascorrono sullo smartphone mediamente 2 ore e 41 minuti al giorno e il 69% di quelle è connesso a Internet: le cause principali sono social network, messaggistica istantanea, gaming e navigazione con browser.

È anche per questo che nella scena del vending compaiono soluzioni cashless per poter pagare da smartphone ai distributori automatici.

Il vending incontra i nuovi consumatori

Young woman using smartphone at vending machine

Adesso possiamo usare i nostri smartphone anche per pagare ai distributori automatici, rendendo più veloce e comoda l'esperienza d'acquisto. Soprattutto se pensiamo che chi vuole comprare, molto spesso non può farlo perché non ha a disposizione monete, il distributore non funziona o non ha ricevuto il resto dovuto ed eviterà di acquistare di nuovo dallo stesso distributore.

In Time Link lavora proprio per trasformare il pagamento da un ostacolo ad un’opportunità: senza il problema delle monete, i costi si riducono, le file si assottigliano e l’acquisto diventa decisamente più rapido, creando maggiori occasioni di acquisto e generando appeal per il target più giovane maggiormente abituato a effettuare operazioni cashless via smartphone.